ALLARME ANTIBIOTICO-RESISTENZA

 

Con il termine antibiotico-resistenza si intende la capacità di un batterio di resistere ad un farmaco antibiotico.

L’introduzione in terapia della classe farmaceutica degli antibiotici ha avuto un ruolo determinante nel trattamento delle malattie. Dall'epoca della prima scoperta del XX secolo ad oggi l'uso degli antibiotici ha totalmente rivoluzionato il trattamento delle infezioni batteriche riducendo significativamente la mortalità e modificando la qualità di vita.

L'ultimo rapporto di sorveglianza Ar-ISS in Italia (2012-2016) ha documentato un notevole incremento delle resistenze che si fa particolarmente critico soprattutto per patogeni, come i Gram-negativi, su cui il numero delle molecole efficaci è decisamente minore. Il caso di Klebsiella P., ad esempio, è emblematico: la resistenza ai carbapenemi in Italia risulta essere di gran lunga superiore alla media standard europea (30% contro il 6,5%).

Si è naturalmente cercato di dare una spiegazione a questi numeri così scoraggianti  registrati nel nostro Paese indagando sulle cause, correggendo le devianze e attuando le dovute strategie di controllo. L'Agenzia Italiana del Farmaco, in un rapporto del marzo 2019 riferito all'anno 2017, documenta un consumo maggiore di antibiotici soprattutto nelle fasce d'età estreme (sotto i 4 e sopra i 75 aa) e nelle regioni del sud Italia e nelle isole sebbene nelle stese aree geografiche le strategie di controllo abbiano determinato una decisa riduzione di consumo proprio nel quinquennio 2012-2016. La maggiore divergenza in termini di percentuali di resistenza fra la nostra nazione e il resto d’Europa riguarda in particolare i chinoloni e i macrolidi, farmaci di consumo territoriale, mentre il consumo ospedaliero rimane allineato a quello della media europea.

Lo scenario futuro non appare affatto confortante; la messa a punto di nuove molecole è ancora lontana e la diffusione di infezioni resistenti è sempre più in aumento, pertanto occorre agire rapidamente e più diffusamente sul territorio, sensibilizzare e informare la popolazione, scoraggiare l’automedicazione e adottare strategie più severe di appropriatezza terapeutica, in particolar modo sul consumo di molecole quali fluorchinoloni, classe antibiotica di grande rilevanza terapeutica ma anche a frequente rischio di eventi indesiderati particolarmente registrati in età geriatrica (vedasi raccomandazioni EMA).

In età pediatrica risulta sovradimensionato il consumo di amoxicillina/clavulanato a sfavore della molecola singola amoxicillina che, come da linee-guida, pur avendo uno spettro d’azione selettivo, potrebbe essere utilizzata nelle frequenti faringotonsilliti streptococciche in cui risulta antibiotico di prima scelta.